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Notizie da fonti esterne

Scuole paritarie. In arrivo oltre 500 milioni di euro di contributi statali

Orizzonte scuola - 2 ore 54 min fa

L’esponente del Governo spiega che sono stati “trasferite agli Uffici scolastici regionali le risorse” e quindi “in questi giorni al via i versamenti alle scuole”. “Fondamentali controlli e riconoscimento dei contributi – aggiunge Toccafondi – chi si ostina ideologicamente a negare la parità scolastica è fuori dalla realtà e dalla storia”. “Con oggi partono i contributi alle singole scuole per 494.221.795 euro – precisa – che rappresentano i fondi destinati alle scuole paritarie ai quali vanno ad aggiungersi i 23,4 milioni per gli alunni con disabilità e i 50 milioni per le scuole materne. Mai nessuno Governo aveva destinato tanta attenzione alla parità scolastica, così come mai nessuno ha mai fatto come noi controlli serrati al sistema delle paritarie tanto da proporre 47 chiusure di riconoscimento della parità scolastica ad altrettante scuole”.

“Crediamo nel sistema di istruzione nazionale – prosegue il sottosegretario al Miur – che è formato da scuole statali e scuole non statali paritarie. In quasi tutto il mondo questo sistema riceve contributi statali e in molti stati la copertura del costo è totale, solo nel nostro paese ancora si dibatte ideologicamente su questo tema”. “La validazione dei decreti di riparto, in tempi brevi – aggiunge Toccafondi – ci ha permesso di procedere all’erogazione dei fondi in anticipo rispetto agli anni precedenti. Finalmente il risultato di una dotazione certa e in tempi ragionevoli che permetterà anche alle scuole paritarie l’avvio dell’anno scolastico futuro”.

“Il lungo percorso caratterizzato da contrasti e tagli e che ha acceso diatribe – prosegue – trova finalmente sbocchi concreti, riconoscendo il valore pubblico dell’educazione non statale e allo stesso tempo dando equa interpretazione alla norma per assicurare un servizio che le scuole paritarie svolgono nel rispetto dei requisiti di legge. Non dimentichiamo, quello delle scuole paritarie è un servizio che passa dal riconoscimento della libertà di scelta per le famiglie e che la spesa fatta per l’istruzione dei figli ha un valore pubblico”.

“Soprattutto è bene ricordare che il Sistema delle scuole paritarie è scuola a tutti gli effetti e rappresenta la seconda gamba del Sistema Istruzione, ponendosi come obiettivo prioritario proprio l’espansione dell’offerta formativa e la conseguente generalizzazione della domanda di istruzione dall’infanzia lungo tutto l’arco della vita. Abbiamo combattuto e continueremo a combattere quelle scuole che chiamiamo ‘diplomifici’ tese a rilasciare diplomi senza corrispondere ai requisiti della legge. Con questa dotazione finanziaria, oggi, finalmente la seconda gamba del sistema può funzionare a pieno regime” conclude.

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Alternanza scuola-lavoro. Siglato accordo USR Emilia-Romagna-Confagricoltura

Orizzonte scuola - 4 ore 2 min fa

Le azioni saranno co-progettate con le Scuole del territorio dello specifico settore, quali gli Istituti Tecnici “A. Serpieri” di Bologna e “Scarabelli-Ghini” di Imola.
La firma del protocollo di intesa consente di strutturare e promuovere fattivamente la realizzazione di attivita’ didattiche (seminari, progetti), attivita’ sperimentali congiunte, stage aziendali, tirocini formativi.
Strategico e’ ritenuto anche l’investimento sulle opportunita’ di orientamento, di supporto all’inserimento lavorativo e di promozione dell’imprenditorialita’.

Si ricorda, peraltro, che i percorsi di alternanza scuola-lavoro sono obbligatori per tutti gli studenti dell’ultimo triennio delle scuole di grado superiore [Legge n. 107 del 2015 (La Buona Scuola)].
La collaborazione appena siglata e’ mirata a mettere a disposizione, con il supporto di Confagricoltura, attivita’ e aree di progetto concepite ad hoc per sviluppare una progettazione con gli Istituti Tecnici della provincia, da realizzarsi presso le aziende associate dell’ambito agroalimentare-ambientale o presso l’associazione medesima.
Le attivita’ didattiche e di tirocinio potranno essere ispirate al massimo aggiornamento tecnologico e alla valorizzazione del potenziale tipico del territorio nel comparto agro-alimentare, sempre letti attraverso la coscienza del prioritario tema della tutela dell’ambiente.

Il Presidente di Confagricoltura Bologna, Guglielmo Garagnani, ha spigato: “Abbiamo deciso di investire nella formazione di una nuova generazione di imprenditori agricoli raccontando ai ragazzi degli Istituti cosa significhi davvero lavorare nei campi, consapevoli che esista un considerevole divario tra percezione e realta’. Lo faremo insegnando loro a fronteggiare le difficolta’ del fare impresa oggi, perche’ l’agricoltura ha bisogno di giovani preparati e pronti ad affrontare le sfide del comparto con idee innovative, grande professionalita’ e business plan orientati al mercato. E’ quindi necessario un patto tra agricoltori e scuole del territorio e noi ci impegneremo offrendo saperi, esperienza e progettualita’”.

In termini operativi, le attivita’ partiranno con l’imminente Anno Scolastico e saranno progettate e coordinate sotto la guida di uno specifico Tavolo di Coordinamento, cui siederanno i Dirigenti Scolastici degli Istituti “A. Serpieri” e “Scarabelli-Ghini”, rappresentanti di Confagricoltura e dell’Ufficio Scolastico Regionale – Ufficio V.

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Vaccini: nessun obbligo per i docenti, ma dovranno presentare autocertificazione su propria situazione vaccinale

Orizzonte scuola - 4 ore 15 min fa

Nel testo non è specificato che i docenti dovranno effettuare i vaccini eventualmente mancanti, ma semplicemente che dovranno presentare autocertificazione ai sensi del DPR del 28 dicembre 2000, n. 445.

Ecco l’emendamento che è stato aggiunto al testo definitivo

dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
«3-bis. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, gli operatori scolastici, sanitari e socio-sanitari presentano agli istituti scolastici e alle aziende sanitarie nei quali prestano servizio una dichiarazione, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, comprovante la propria situazione vaccinale».

Il testo del Decreto

Ecco le modifiche apportate al testo dal Parlamento

MODIFICAZIONI APPORTATE IN SEDE DI CONVERSIONE
AL DECRETO-LEGGE 7 GIUGNO 2017, N. 73
All’articolo 1:
il comma 1 è sostituito dai seguenti:
«1. Al fine di assicurare la tutela della salute pubblica e il mantenimento di adeguate condizioni di sicurezza epidemiologica in termini di profilassi e di copertura vaccinale, nonché di garantire il conseguimento degli obiettivi prioritari del Piano nazionale prevenzione vaccinale 2017/2019, di cui all’intesa sancita dalla Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano in data 19 gennaio 2017, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 41 del 18 febbraio 2017, ed il rispetto degli obblighi assunti a livello europeo ed internazionale, per i minori di età compresa tra zero e sedici anni e per tutti i minori stranieri non accompagnati sono obbligatorie e gratuite, in base alle specifiche indicazioni del Calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita, le vaccinazioni di seguito indicate:
a) anti-poliomielitica;
b) anti-difterica;
c) anti-tetanica;
d) anti-epatite B;
e) anti-pertosse;
f) anti-Haemophilus influenzae tipo b.
1-bis. Agli stessi fini di cui al comma 1, per i minori di età compresa tra zero e sedici anni e per tutti i minori stranieri non accompagnati sono altresì obbligatorie e gratuite, in base alle specifiche indicazioni del Calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita, le vaccinazioni di seguito indicate:
a) anti-morbillo;
b) anti-rosolia;
c) anti-parotite;
d) anti-varicella.
1-ter. Sulla base della verifica dei dati epidemiologici, delle eventuali reazioni avverse segnalate in attuazione delle vigenti disposizioni di legge e delle coperture vaccinali raggiunte nonché degli eventuali eventi avversi segnalati in attuazione delle vigenti disposizioni di legge, effettuata dalla Commissione per il monitoraggio dell’attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, istituita con decreto del Ministro della salute 19 gennaio 2017, il Ministro della salute, con decreto da adottare decorsi tre anni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e successivamente con cadenza triennale, sentiti il Consiglio superiore di sanità, l’Agenzia italiana del farmaco (AIFA), l’Istituto superiore di sanità e la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano e previo parere delle competenti Commissioni parlamentari, può disporre la cessazione dell’obbligatorietà per una o più delle vaccinazioni di cui al comma 1-bis. In caso di mancata presentazione alle Camere degli schemi di decreto, il Ministro della salute trasmette alle Camere una relazione recante le motivazioni della mancata presentazione nonché i dati epidemiologici e quelli sulle coperture vaccinali.
1-quater. Agli stessi fini di cui al comma 1, per i minori di età compresa tra zero e sedici anni, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano assicurano l’offerta attiva e gratuita, in base alle specifiche indicazioni del Calendario vaccinale nazionale relativo a ciascuna coorte di nascita, delle vaccinazioni di seguito indicate:
a) anti-meningococcica B;
b) anti-meningococcica C;
c) anti-pneumococcica;
d) anti-rotavirus.
1-quinquies. Entro dieci giorni dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto e successivamente con cadenza semestrale, il Ministero della salute, sentito l’Istituto superiore di sanità, fornisce indicazioni operative per l’attuazione del comma 1-quater, anche sulla base della verifica dei dati epidemiologici e delle coperture vaccinali raggiunte, effettuata dalla Commissione per il monitoraggio dell’attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, istituita con decreto del Ministro della salute 19 gennaio 2017»;
al comma 2 è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Conseguentemente il soggetto immunizzato adempie all’obbligo vaccinale di cui al presente articolo, di norma e comunque nei limiti delle disponibilità del Servizio sanitario nazionale, con vaccini in formulazione monocomponente o combinata in cui sia assente l’antigene per la malattia infettiva per la quale sussiste immunizzazione»;
dopo il comma 2 sono inseriti i seguenti:
«2-bis. Al fine di cui al comma 2, le procedure accentrate di acquisto di cui all’articolo 9, comma 3, del decreto-legge 24 aprile 2014, n. 66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n. 89, e all’articolo 1, comma 548, della legge 28 dicembre 2015, n. 208, con riferimento all’acquisto dei vaccini obbligatori, riguardano anche i vaccini in formulazione monocomponente.
2-ter. Annualmente l’AIFA pubblica nel proprio sito internet i dati relativi alla disponibilità dei vaccini in formulazione monocomponente e parzialmente combinata»;
al comma 3, dopo le parole: «di cui al comma 1» sono inserite le seguenti: «e al comma 1-bis»;
dopo il comma 3 è inserito il seguente:
«3-bis. L’AIFA, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, provvede, avvalendosi della Commissione tecnico-scientifica, all’uopo integrata da esperti indipendenti e che non si trovino in situazioni di conflitto di interesse, e in collaborazione con l’Istituto superiore di sanità, a predisporre e a trasmettere al Ministero della salute una relazione annuale sui risultati del sistema di farmacovigilanza e sui dati degli eventi avversi per i quali è stata confermata un’associazione con la vaccinazione. Il Ministro della salute trasmette la predetta relazione alle Camere»;
al comma 4:
è premesso il seguente periodo: «In caso di mancata osservanza dell’obbligo vaccinale di cui al presente articolo, i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori o i soggetti affidatari sono convocati dall’azienda sanitaria locale territorialmente competente per un colloquio al fine di fornire ulteriori informazioni sulle vaccinazioni e di sollecitarne l’effettuazione.»;
il primo periodo è sostituito dal seguente: «In caso di mancata effettuazione delle vaccinazioni di cui ai commi 1 e 1-bis, ai genitori esercenti la responsabilità genitoriale, ai tutori o ai soggetti affidatari ai sensi della legge 4 maggio 1983, n. 184, è comminata la sanzione amministrativa pecuniaria da euro cento a euro cinquecento»;
al secondo periodo, le parole: «di cui al primo periodo» sono sostituite dalle seguenti: «di cui al secondo periodo» e le parole: «e i tutori» sono sostituite dalle seguenti: «, i tutori e i soggetti affidatari»;
è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «All’accertamento, alla contestazione e all’irrogazione di cui al periodo precedente provvedono gli organi competenti in base alla normativa delle regioni o delle province autonome»;
il comma 5 è soppresso;
dopo il comma 6 sono aggiunti i seguenti:
«6-bis. I vaccini indicati nel Calendario vaccinale nazionale sono sottoposti alla negoziazione obbligatoria dell’AIFA, ai sensi dell’articolo 48, comma 33, del decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito, con modificazioni, dalla legge 24 novembre 2003, n. 326.
6-ter. La Commissione per il monitoraggio dell’attuazione del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di definizione e aggiornamento dei livelli essenziali di assistenza, istituita con decreto del Ministro della salute 19 gennaio 2017, verifica il rispetto degli obiettivi del Calendario vaccinale nazionale e avvia le misure di competenza atte a garantire la piena e uniforme erogazione dei livelli essenziali di assistenza previste per i casi di mancata, ritardata o non corretta applicazione. In presenza di specifiche condizioni di rischio elevato per la salute pubblica, il Governo esercita i poteri sostitutivi, ai sensi dell’articolo 120, secondo comma, della Costituzione e secondo le procedure di cui all’articolo 8 della legge 5 giugno 2003, n. 131»;
la rubrica è sostituita dalla seguente: «Disposizioni in materia di vaccini».
All’articolo 2:
al comma 1 sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, e per promuovere un’adesione volontaria e consapevole alle vaccinazioni previste dal Piano nazionale di prevenzione vaccinale, nonché per diffondere nella popolazione e tra gli esercenti le professioni sanitarie la cultura delle vaccinazioni, senza nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica, da svolgersi anche con la collaborazione dei medici di medicina generale, dei pediatri di libera scelta e dei farmacisti delle farmacie del territorio, sentite le rispettive rappresentanze ordinistiche e le associazioni di categoria»;
dopo il comma 1 è inserito il seguente:
«1-bis. Ai consultori familiari di cui alla legge 29 luglio 1975, n. 405, è affidato il compito di diffondere le informazioni relative alle disposizioni di cui al presente decreto»;
al comma 2, dopo la parola: «genitori» sono aggiunte le seguenti: «e delle associazioni di categoria delle professioni sanitarie».
All’articolo 3:
al comma 1:
al primo periodo, dopo le parole: «sedici anni» sono inserite le seguenti: «e del minore straniero non accompagnato», le parole: «e ai tutori» sono sostituite dalle seguenti: «, ai tutori o ai soggetti affidatari», dopo le parole: «effettuazione delle vaccinazioni» è inserita la seguente: «obbligatorie», le parole: «comma 1» sono sostituite dalle seguenti: «commi 1 e 1-bis» e sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, o la conclusione del calendario annuale dei servizi educativi per l’infanzia e dei corsi per i centri di formazione professionale regionale»;
è aggiunto, in fine, il seguente periodo: «Fatto salvo quanto disposto dall’articolo 5, per i casi in cui la procedura di iscrizione avviene d’ufficio la documentazione di cui al primo periodo del presente comma deve essere presentata entro il 10 luglio di ciascun anno, senza preventiva presentazione di una dichiarazione resa ai sensi del citato decreto del Presidente della Repubblica n. 445 del 2000»;
al comma 2, le parole: «commi 4 e 5» sono sostituite dalle seguenti: «comma 4»;
al comma 3, secondo periodo, dopo le parole: «Per gli altri gradi di istruzione» sono inserite le seguenti: «e per i centri di formazione professionale regionale» e le parole: «agli esami» sono sostituite dalle seguenti: «, al centro ovvero agli esami»;
dopo il comma 3 è aggiunto il seguente:
«3-bis. Entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, gli operatori scolastici, sanitari e socio-sanitari presentano agli istituti scolastici e alle aziende sanitarie nei quali prestano servizio una dichiarazione, resa ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica 28 dicembre 2000, n. 445, comprovante la propria situazione vaccinale».
Dopo l’articolo 3 è inserito il seguente:
«Art. 3-bis. – (Misure di semplificazione degli adempimenti vaccinali per l’iscrizione alle istituzioni del sistema nazionale di istruzione, ai servizi educativi per l’infanzia, ai centri di formazione professionale regionale e alle scuole private non paritarie, a decorrere dall’anno 2019). – 1. A decorrere dall’anno scolastico 2019/2020 nonché dall’inizio del calendario dei servizi educativi per l’infanzia e dei corsi per i centri di formazione professionale regionale 2019/2020, i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione ed i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie sono tenuti a trasmettere alle aziende sanitarie locali territorialmente competenti, entro il 10 marzo, l’elenco degli iscritti per l’anno scolastico o per il calendario successivi di età compresa tra zero e sedici anni e minori stranieri non accompagnati.
2. Le aziende sanitarie locali territorialmente competenti provvedono a restituire, entro il 10 giugno, gli elenchi di cui al comma 1, completandoli con l’indicazione dei soggetti che risultano non in regola con gli obblighi vaccinali, che non ricadono nelle condizioni di esonero, omissione o differimento delle vaccinazioni in relazione a quanto previsto dall’articolo 1, commi 2 e 3, e che non abbiano presentato formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale competente.
3. Nei dieci giorni successivi all’acquisizione degli elenchi di cui al comma 2, i dirigenti delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie invitano i genitori esercenti la responsabilità genitoriale, i tutori o i soggetti affidatari dei minori indicati nei suddetti elenchi a depositare, entro il 10 luglio, la documentazione comprovante l’effettuazione delle vaccinazioni ovvero l’esonero, l’omissione o il differimento delle stesse, in relazione a quanto previsto dall’articolo 1, commi 2 e 3, o la presentazione della formale richiesta di vaccinazione all’azienda sanitaria locale territorialmente competente.
4. Entro il 20 luglio i dirigenti scolastici delle istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i responsabili dei servizi educativi per l’infanzia, dei centri di formazione professionale regionale e delle scuole private non paritarie trasmettono la documentazione di cui al comma 3 pervenuta, ovvero ne comunicano l’eventuale mancato deposito, alla azienda sanitaria locale che, qualora la medesima o altra azienda sanitaria non si sia già attivata in ordine alla violazione del medesimo obbligo vaccinale, provvede agli adempimenti di competenza e, ricorrendone i presupposti, a quello di cui all’articolo 1, comma 4.
5. Per i servizi educativi per l’infanzia e le scuole dell’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, la mancata presentazione della documentazione di cui al comma 3 nei termini previsti comporta la decadenza dall’iscrizione. Per gli altri gradi di istruzione e per i centri di formazione professionale regionale, la mancata presentazione della documentazione dì cui al comma 3 nei termini previsti non determina la decadenza dall’iscrizione né impedisce la partecipazione agli esami».
All’articolo 4, comma 2, le parole: «alunni non vaccinati» sono sostituite dalle seguenti: «minori non vaccinati».
Dopo l’articolo 4 sono inseriti i seguenti:
«Art. 4-bis. – (Anagrafe nazionale vaccini). – 1. Al fine di monitorare l’attuazione dei programmi vaccinali sul territorio nazionale, con decreto del Ministro della salute, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, è istituita presso il Ministero della salute, anche attraverso il riuso di sistemi informatici o di parte di essi già realizzati da altre amministrazioni sanitarie, l’anagrafe nazionale vaccini, nella quale sono registrati i soggetti vaccinati e da sottoporre a vaccinazione, i soggetti di cui all’articolo 1, commi 2 e 3, del presente decreto, nonché le dosi e i tempi di somministrazione delle vaccinazioni effettuate e gli eventuali effetti indesiderati.
2. L’anagrafe nazionale vaccini di cui al comma 1 raccoglie i dati delle anagrafi regionali esistenti, i dati relativi alle notifiche effettuate dal medico curante, ai sensi dell’articolo 1 del decreto del Ministro della sanità 15 dicembre 1990, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 6 dell’8 gennaio 1991, nonché i dati concernenti gli eventuali effetti indesiderati delle vaccinazioni che confluiscono nella rete nazionale di farmacovigilanza di cui al decreto del Ministro della salute 30 aprile 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 143 del 23 giugno 2015, in attuazione dell’articolo 1, comma 344, della legge 24 dicembre 2012, n. 228.
3. Agli oneri derivanti dal presente articolo, quantificati in 300.000 euro per l’anno 2018 e 10.000 euro a decorrere dall’anno 2019, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa recata dall’articolo 1, comma 1, lettera a), del decreto-legge 29 marzo 2004, n. 81, convertito, con modificazioni, dalla legge 26 maggio 2004, n. 138.
4. Fatto salvo quanto previsto dal comma 3, alle attività di cui al presente articolo il Ministero della salute provvede con le risorse disponibili a legislazione vigente.
Art. 4-ter. – (Unità di crisi). – 1. Per il raggiungimento degli obiettivi di prevenzione e gestione delle emergenze sanitarie in materia di malattie infettive, entro tre mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Ministro della salute, con proprio decreto, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, integra gli obiettivi e la composizione dell’Unità di crisi permanente di cui al decreto del medesimo Ministro 27 marzo 2015 al fine di renderli funzionali alle esigenze di coordinamento tra tutti i soggetti istituzionali competenti in materia di prevenzione delle malattie infettive nonché di regia rispetto alle azioni da adottare in condizioni di rischio o allarme. La partecipazione all’Unità di crisi è a titolo gratuito e ai componenti non sono corrisposti gettoni, compensi o altri emolumenti, comunque denominati».
All’articolo 5:
al comma 1, le parole: «Per l’anno scolastico 2017/2018» sono sostituite dalle seguenti: «Per l’anno scolastico 2017/2018 e per il calendario dei servizi educativi per l’infanzia e dei corsi per i centri di formazione professionale regionale 2017/2018», dopo le parole: «10 settembre 2017» sono inserite le seguenti: «presso i servizi educativi e le scuole per l’infanzia, ivi incluse quelle private non paritarie, ed entro il 31 ottobre 2017 presso le istituzioni del sistema nazionale di istruzione e i centri di formazione professionale regionale» e le parole: «anche ai fini degli adempimenti previsti dall’articolo 4» sono soppresse;
dopo il comma 1 è aggiunto il seguente:
«1-bis. Al fine di agevolare gli adempimenti vaccinali introdotti dal presente decreto, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano possono prevedere che la prenotazione gratuita delle vaccinazioni di cui all’articolo 1, senza nuovi o maggiori oneri per la finanza pubblica, possa avvenire presso le farmacie convenzionate aperte al pubblico attraverso il Centro Unificato di Prenotazione (Sistema CUP) di cui al decreto legislativo 3 ottobre 2009, n. 153, e al decreto attuativo del Ministro della salute 8 luglio 2011, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 229 del 1° ottobre 2011, nonché nell’ambito delle finalità di cui all’articolo 11 della legge 18 giugno 2009, n. 69»;
alla rubrica, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «e finali».
Dopo l’articolo 5 sono inseriti i seguenti:
«Art. 5-bis. – (Controversie in materia di riconoscimento del danno da vaccino e somministrazione di farmaci). – 1. Nei procedimenti relativi a controversie aventi ad oggetto domande di riconoscimento di indennizzo da vaccinazione di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, e ad ogni altra controversia volta al riconoscimento del danno da vaccinazione, nonché nei procedimenti relativi a controversie aventi ad oggetto domande di autorizzazione alla somministrazione di presunti farmaci non oggetto di sperimentazione almeno di fase 3 e da porre economicamente a carico del Servizio sanitario nazionale o di enti o strutture sanitarie pubblici, è litisconsorte necessario l’AIFA.
2. Le disposizioni di cui al presente articolo trovano applicazione esclusivamente nei giudizi introdotti in primo grado a partire dal trentesimo giorno successivo a quello della pubblicazione della legge di conversione del presente decreto nella Gazzetta Ufficiale.
3. Dalle disposizioni di cui al presente articolo non devono derivare nuovi o maggiori oneri a carico della finanza pubblica.
Art. 5-ter. – (Definizione delle procedure di ristoro dei soggetti danneggiati da trasfusioni o da emoderivati infetti o da vaccinazioni obbligatorie). – 1. Al fine di definire le procedure finalizzate al ristoro dei soggetti danneggiati da trasfusioni con sangue infetto, da somministrazione di emoderivati infetti o da vaccinazioni obbligatorie, il Ministero della salute, per le esigenze della Direzione generale della vigilanza sugli enti e della sicurezza delle cure, è autorizzato ad avvalersi di un contingente fino a venti unità di personale appartenente all’area III del comparto Ministeri in posizione di comando ai sensi dell’articolo 17, comma 14, della legge 15 maggio 1997, n. 127, da individuare prioritariamente tra quello in possesso di professionalità giuridico-amministrativa ed economico-contabile.
2. All’attuazione del comma 1, nel limite massimo di euro 359.000 per l’anno 2017 e di euro 1.076.000 per l’anno 2018, si provvede mediante corrispondente riduzione dell’autorizzazione di spesa di cui all’articolo 2, comma 361, della legge 24 dicembre 2007, n. 244. Il Ministro dell’economia e delle finanze è autorizzato ad apportare, con propri decreti, le occorrenti variazioni di bilancio.
Art. 5-quater. – (Indennizzi a favore dei soggetti danneggiati da complicanze irreversibili da vaccinazioni). – 1. Le disposizioni di cui alla legge 25 febbraio 1992, n. 210, si applicano a tutti i soggetti che, a causa delle vaccinazioni indicate nell’articolo 1, abbiano riportato lesioni o infermità dalle quali sia derivata una menomazione permanente dell’integrità psico-fisica».
All’articolo 6, comma 1, dopo la lettera b) è inserita la seguente:
«b-bis) l’articolo 3, secondo comma, della legge 20 marzo 1968, n. 419».
Dopo l’articolo 7 è inserito il seguente:
«Art. 7-bis. – (Clausola di salvaguardia). – 1. Le disposizioni del presente decreto sono applicabili nelle regioni a statuto speciale e nelle province autonome di Trento e di Bolzano compatibilmente con i rispettivi statuti e le relative norme di attuazione, anche con riferimento alla legge costituzionale 18 ottobre 2001, n. 3».
Al titolo, sono aggiunte, in fine, le seguenti parole: «, di malattie infettive e di controversie relative alla somministrazione di farmaci».

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Partigiani scuola Pubblica, no a limitazioni sciopero

Orizzonte scuola - 4 ore 30 min fa

Dopo aver impedito alle sigle minoritarie di fare assemblee in orario di servizio, oggi il DDL, che sarà ridiscusso a settembre, a firma di Pietro Ichino, senatore PD, vuole estendere questa limitazione a tutte le sigle, obbligando inoltre i lavoratori a dichiarare l’adesione agli scioperi entro 5 giorni dalla data fissata e impedendo di fatto alle sigle minoritarie di proclamarne. Si parla nella proposta addirittura di un referendum con cui la maggioranza dei lavoratori o una «coalizione sindacale minoritaria nell’azienda o nel settore», potrebbe dichiarare sciopero. Siamo di fronte all’ennesimo provvedimento liberticida che vuole aprire un mercato del lavoro sempre più svalutato alle imprese e agli investitori stranieri da attrarre ancora una volta calpestando la dignità dei lavoratori, colpiti attraverso la loro voce più libera: quella dei sindacati di base e minoritari. Limitare il diritto di sciopero oggi è l’ennesimo attentato alla democrazia e al pluralismo che la contraddistingue, proprio perché stiamo attraversando una fase pericolosa di perdita di sovranità e di diritti che ci porterà ben presto a diventare una Repubblica delle banane. La politica del lavoro condotta da questo governo può contare sulla disoccupazione per abbattere il costo del lavoro in termini di salari e di diritti. Chi pensa che questo governo farà qualcosa per far crescere l’occupazione è in errore, infatti far aumentare la disoccupazione implica necessariamente abbassare salari e tagliare diritti come vuole la legge del capitale e un governo neoliberista non obbedisce che a questo principio. Vogliamo approfittare di questa occasione per fare un appello a tutte le OO.SS. di unità!!! È fondamentale oggi più che mai utilizzare lo strumento dello sciopero in maniera seria e responsabile, facendo convergere sotto la stessa data e con la stessa piattaforma rivendicativa più sigle. Se si lavorasse insieme per un blocco compatto di un intero settore per volta, si riuscirebbe a capovolgere diverse situazioni. La politica dei Capponi di Renzo, in questo caso di Renzi, condotta finora dai sindacati alla cui unità invano abbiamo fatto appello più volte, oggi mostra tutti i suoi risvolti negativi. Il voto sul DDL è slittato a settembre.Aderiremo a qualsiasi forma di protesta le OO.SS. vogliano mettere in atto prima della discussione della proposta . Auspichiamo finalmente di trovarci in un fronte unitario e compatto, perché stavolta nessuna parte in causa può dirsi al sicuro, se veramente a stare a cuore sono i diritti dei lavoratori .

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Mobilità docenti sardi: caso finisce in Parlamento

Orizzonte scuola - 7 ore 49 min fa

Il deputato di Unidos Mauro Pili ha presentato un’interpellanza alla ministra dell’Istruzione Valeria Fedeli. L’ex governatore si riferisce a un un gruppo di prof della scuola secondaria di I grado della classe di concorso A060-tecnologia.

Ma ci sono anche altre situazioni difficili: gli esiti della procedura di mobilità in molti casi non hanno soddisfatto le richieste di diversi docenti trasferiti lo scorso anno nella penisola. E quest’anno – almeno al momento – non ci saranno possibilità di ritorno con le assegnazioni provvisorie legate al sostegno per il no della ministra all’utilizzo di insegnanti non specializzati.

“Attualmente – spiega Pili – sono rimasti circa una trentina di titolari fuori regione, sparsi per il nord Italia, con l’unica possibilità di avvicinarsi alle famiglie data dalle assegnazioni provvisorie interprovinciali”. La richiesta del deputato è quella di ripetere la procedura dello scorso anno che aveva consentito ai docenti di rimanere vicino alle loro famiglie. I sindacati hanno già incontrato il direttore scolastico regionale Francesco Feliziani.

Fuori dal palazzo di piazza Galilei, a Cagliari, c’era anche una delegazione di insegnanti trasferiti. La contrarietà della ministra per ora ha impedito la firma di qualsiasi accordo bis sulle assegnazioni provvisorie sul modello di quello siglato nel 2016. Ora Pili porta il caso in Parlamento. Chiedendo alla Fedeli di “assumere iniziative per favorire il rientro dei docenti nelle regioni di appartenenza per evitare il perenne distacco dai propri nuclei familiari”.

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Il Comune di Milano seleziona 72 istruttori dei servizi educativi

Orizzonte scuola - 8 ore 18 min fa

Il bando e lo schema di domanda, con l’indicazione dei requisiti necessari per l’ammissione alla selezione e delle modalita’ di partecipazione alla stessa, sono disponibili presso la Direzione organizzazione e risorse umane – Via Bergognone n. 30 e consultabili sul sito internet www.comune.milano.it
Il bando e’ pubblicato all’Albo pretorio on-line del Comune di Milano.
Termine per la presentazione delle domande: 21 agosto 2017

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Concorso dirigenti scolastici. I Ricorrenti 2011 nulla chiedono di diverso da quanto la legge ha già stabilito. Lettera

Orizzonte scuola - 9 ore 27 min fa

I Ricorrenti 2011 nulla chiedono di diverso da quanto la legge ha già stabilito.
Un precedente è già stato creato dalla legge (che ha creato una disparità di trattamento) ed è a quello che ci si riferisce sperando che la legge stessa stabilisca l’equità tra i vari partecipanti al concorso.

I Ricorrenti 2011 non chiedono altro che un corso di formazione (legge 107) con un esame finale che attesti le competenze possedute. Niente di regalato.

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E’ ancora la scuola il tormentone dell’estate 2017. Lettera

Orizzonte scuola - 9 ore 54 min fa

Molte sono le questioni aperte sul mondo scolastico tra cui il rinnovo del contratto, le assunzioni a tempo indeterminato, la chiamata diretta e tante altre incombenze che certamente “guasteranno” le tranquille notti estive dei precari alle prese con le convocazioni da parte degli Uffici Scolastici Territoriali che li costringerà a stare incollati ad un computer a consultare date, orari e circolari che saranno sfornate. Ed è sempre la “Buona Scuola” a tenere banco con le sue storture ed incongruenze, dal momento molti nodi di quella legge sono col tempo venuti al pettine ed hanno evidenziato che il giocattolo, tessuto e ricamato presenta diversi punti oscuri anche al legislatore.

Albi territoriali, mobilità, bonus premiale, chiamata diretta, si tratta di un bel minestrone inserito tra un articolo e duecento commi della legge della Buona Scuola, che non seguono in alcuni passaggi un criterio logico. L’obiettivo è stato fin dall’inizio molto chiaro, ossia quello di fare in fretta una legge di riordino del sistema scolastico per dare una risposta agli obiettivi e standard formativi richiesti dall’Unione Europea.

Si tratta di una riforma di facciata, ossia aggiustare il giocattolo per poi riaggiustarlo e romperlo nuovamente. Si sono prodotte nel tempo soltanto riforme deleterie che non sono andate nella direzione di un miglioramento del sistema scolastico italiano ma unicamente nella direzione di far vedere agli altri che anche noi siamo stati in grado di riformare il sistema. Come? In che modo? Con quali ricadute sulla realtà degli alunni, dei docenti, delle famiglie? Chissà. Comunque le riforme vanno fatte dal basso perché soltanto la base conosce a fondo i gravi e atavici problemi della scuola.

Non abbiamo bisogno di nomi altisonanti, di super esperti dell’economia e della finanza mondiale per fare un progetto di riforma. Si ha la contezza che questa riforma ci sta inesorabilmente portando verso un analfabetismo di ritorno, verso un qualcosa che sarà continuamente fatto e rifatto. Occorre, quindi, senza remore svegliarsi e rimboccarsi le maniche cercando di salvare il salvabile, perché altrimenti la formazione e l’istruzione dei nostri figli sarà sempre più scadente. Altro che miglior sistema scolastico al mondo!

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Assegnazione provvisoria: passaggio di ruolo, una sola provincia

Orizzonte scuola - 10 ore 24 min fa

Assegnazione provvisoria dopo passaggio di ruolo: si può chiedere solo nel nuovo grado di titolarità

Stefano – Sono un docente di sostegno,  ho ottenuto il trasferimento sempre su sostegno alle superiori, adesso vorrei chiedere assegnazione.  Unico dubbio,  devo inserire scuole medie di I grado o di II dal momento che non ho superato l’anno di prova per le superiori? Grazie cordiali saluti

Utilizzazione su sostegno per docente titolare su materia: non si perde il punteggio di continuità

Marisa – Sono una docente titolare da 2 anni su una cattedra diventata quest’anno COE.

Poiché il completamento con ore presso un altro Istituto risulta disagevole per la distanza, potrei chiedere l’utilizzazione sul sostegno conservando il punteggio della continuità?

In attesa di ricevere la sua preziosa risposta , porgo cordiali saluti.

Assegnazione provvisoria: nella domanda è possibile esprimere solo una preferenza

Francesca – Gentilissimo staff di OS, vorrei porre un quesito in vista delle vicinissime AP per la secondaria: sono titolare su sostegno alle medie, non ho avuto il passaggio di ruolo alle superiori che avevo richiesto, dopo aver avuto AP in un istituto professionale per l’anno in corso.

Vorrei sapere, considerando che la mia domanda prioritaria sarà (purtroppo) quella alle medie, se in essa posso indicare solo una delle due scuole presenti nel mio comune, senza poi esprimere la preferenza analitica del comune stesso, in modo da avere maggiori possibilità per il secondo grado. Ringraziando anticipatamente per la cortese risposta, cari saluti e complimenti per il lavoro svolto.

Mobilità annuale: non ho ottenuto trasferimento posso chiedere utilizzazione?

Pasquale – Sono un insegnante di ruolo sul sostegno , ho fatto domanda di trasferimento e non l’ho ottenuto. Posso fare per questo motivo la domanda di utilizzazione?

Chiedilo a Lalla

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Permessi 104 non possono essere decurtati dalle ferie, una sentenza della Corte di Cassazione

Orizzonte scuola - 11 ore 25 min fa

I giudici sostengono che “il diritto alle ferie assicurato dall’art. 36, u.c. Cost. garantisce il ristoro delle energie a fronte della prestazione lavorativa svolta, e che tale ristoro si rende nei fatti necessario anche a fronte dell’assistenza ad un invalido, che comporta un aggravio in termini di dispendio di risorse fisiche e psichiche”.

Tale decisione riguarda anche il lavoratore pubblico. La Corte nel decidere una analoga controversia relativa alla computabilità di detti permessi ai fini della tredicesima mensilità, rispetto alla quale analogamente che per le ferie e con rinvio all’art. 7 della legge 1204 del 1971 poi trasfusa nel d.lgs n. 151 del 2001, ha ritenuto che “la limitazione della computabilità (….) dei permessi di cui all’art. 33, comma 3, della legge 5 febbraio 1992, n. 104, in forza del richiamo operato dal successivo comma 4 all’ultimo comma dell’art. 7 della legge 30 dicembre 1971, n. 1204 (abrogato dal d.lgs. 26 marzo 2001, n. 151, che ne ha tuttavia recepito il contenuto negli artt. 34 e 51), opera soltanto nei casi in cui essi debbano cumularsi effettivamente con il congedo parentale ordinario – che può determinare una significativa sospensione della prestazione lavorativa – e con il congedo per malattia del figlio, per i quali compete un’indennità inferiore alla retribuzione normale (diversamente dall’indennità per i permessi ex lege n. 104 del 1992 commisurata all’intera retribuzione), risultando detta interpretazione idonea ad evitare che l’incidenza sulla retribuzione possa essere di aggravio della situazione dei congiunti del portatore di handicap e disincentivare l’utilizzazione del permesso.” (cfr. Cass. 07/07/2014 n. 15345.

Che infatti, il diritto alle ferie assicurato dall’art. 36, u.c. garantisce il ristoro delle energie a fronte della prestazione lavorativa svolta, e che tale ristoro si rende nei fatti necessario anche a fronte dell’assistenza ad un invalido, che comporta un aggravio in termini di dispendio di risorse fisiche e psichiche. Che inoltre sotto il profilo sistematico, determinante è la considerazione che i permessi per l’assistenza ai portatori di handicap poggiano sulla tutela dei disabili predisposta dalla normativa interna ed in primis dagli artt. 2, 3, 38 Cost. ed internazionale quali sono la Direttiva 2000/78/CE del Consiglio del 27 novembre 2000 e la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ratificata e resa esecutiva in Italia con L. 3 marzo 2009, n. 18. Significativamente, la Convenzione ONU prevede il sostegno e la protezione da parte della società e degli Stati non solo per i disabili, ma anche per le loro famiglie, ritenute strumento indispensabile per contribuire al pieno ed uguale godimento dei diritti delle persone con disabilità (v. in particolare il punto x del preambolo e l’art. 19, punto b, art. 23, comma 3, art . 28, comma 1 e comma 2, lett. c). Che ragioni di coerenza con la funzione dei permessi e con i principi indicati impongono quindi l’interpretazione della disposizione maggiormente idonea ad evitare che l’incidenza sull’ammontare della retribuzione possa fungere da aggravio della situazione economica dei congiunti del portatore di handicap e disincentivare l’utilizzazione del permesso stesso (soluzione che trova conforto nel parere n. 3389 del 9/11/2005 del Consiglio di Stato, richiamato dalla Corte d’appello). Quindi, i permessi ex articolo 33 di cui alla legge 104 non possono essere computati come ferie godute.

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Siglato Protocollo Miur-Giffoni Film Festival

Orizzonte scuola - Ven, 21/07/2017 - 21:52

Il Protocollo, ha spiegato la Ministra Valeria Fedeli, presente nella Cittadella del cinema più famosa del mondo, ha durata triennale e prevede una collaborazione virtuosa tra le scuole italiane e Giffoni. “Sono particolarmente orgogliosa – ha detto la Ministra – di firmare questo Protocollo che considero molto importante per arricchire i percorsi formativi delle nostre ragazze e dei nostri ragazzi. La storia, le competenze e la qualità che sono presenti qui possono essere molto utili per le nostre scuole e le università”.

L’accordo consentirà di promuovere il cinema fra ragazze e ragazzi nelle istituzioni di ogni ordine e grado e di sistematizzare l’ampia offerta culturale del Giffoni per le scuole, valorizzando e promuovendo il contributo che docenti, studentesse e studenti offrono al Festival. Saranno pianificati percorsi di formazione per le insegnanti e gli insegnanti sull’utilizzo del linguaggio audiovisivo in classe e valorizzati i prodotti audiovisivi delle studentesse e degli studenti. Miur e Giffoni collaboreranno nell’organizzazione della Giornata del Patrimonio Audiovisivo dell’UNESCO e condivideranno progetti di alternanza scuola-lavoro nei vari settori e attività promosse dal Festival.

Il Protocollo ha un particolare significato, ha aggiunto la Ministra, visto che “dal 1° giugno 2017 è in vigore il decreto attuativo delle Buona Scuola per la promozione e diffusione della Cultura umanistica. Un decreto che mette al centro la valorizzazione di linguaggi come quello della musica, del cinema e del teatro nella scuola. L’esperienza che si è fatta e si fa qui da 47 anni è importantissima, non smetterò mai di ringraziare le istituzioni locali e chi ha creato il Festival di Giffoni: quello che fate deve essere messo a disposizione delle studentesse e degli studenti di tutta l’Italia. Giffoni è una grande eccellenza che deve essere conosciuta e immessa in tutto il percorso formativo italiano”. Alla firma del Protocollo d’intesa ha preso parte anche Ernesto Caffo, presidente di Telefono Azzurro, che da anni collabora con Giffoni.

“Il linguaggio del cinema e il tema di quest’anno (Into the magic) aiutano moltissimo a coinvolgere le ragazze e i ragazzi – ha proseguito la Ministra – offrendo loro cultura, stimoli e curiosità. Qui possono crescere e tornare a casa molto più forti per affrontare altri percorsi della propria vita. Sono emozionata, per me essere qui e firmare il Protocollo d’intesa tra il Ministero e Giffoni è davvero una grande soddisfazione, ci credo, sono contenuti a cui tengo molto”.

Nel corso della sua permanenza a Giffoni, la Ministra ha visitato la Multimedia Valley e ha risposto ad alcune domande dei giurati in Sala Truffaut. “I docenti devono essere innovativi nell’uso della didattica, ma da un punto di vista formale dovrebbero avere tutti la stessa preparazione – ha spiegato Fedeli, rispondendo alla domanda di un ragazzo che le chiedeva il motivo delle differenze di preparazione dei docenti -. Le differenze dobbiamo monitorarle e superarle. Noi abbiamo bisogno che si investa perché in ogni luogo in cui c’è una scuola o un’università ci sono qualità e innovazione. L’impegno che stiamo cercando di assumere come Ministero è che quella dei docenti, del personale tecnico amministrativo e dei dirigenti sia considerata una delle professionalità più importanti per il Paese che va riconosciuta socialmente e occorre investire affinché abbiano un riconoscimento economico”.

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Istruzione tecnica e professionale, ok a revisione dei regolamenti del 2010

Orizzonte scuola - Ven, 21/07/2017 - 21:47

L’intervento è stato necessario a seguito di una pronuncia del Tar del Lazio dell’8 aprile del 2013 con cui il Tribunale amministrativo ha annullato parte dei i regolamenti n. 87 del 2010 (sull’istruzione professionale) e n. 88 del 2010 (sull’istruzione tecnica) perché incompleti: mancavano le motivazioni a sostegno della revisione del quadro orario dei percorsi di studio. Con il via libera di oggi si integrano le norme, rendendole più chiare e ottemperando a quanto richiesto dai giudici amministrativi.

Nel frattempo, il Ministero sta predisponendo il nuovo regolamento per l’istruzione professionale previsto dal decreto legislativo 61 del 2017, uno degli otto decreti attuativi della legge 107 del 2015, la Buona Scuola. Il provvedimento darà una più chiara identità agli istituti professionali, innovando e rendendo più flessibile la loro offerta formativa, superando l’attuale sovrapposizione con l’istruzione tecnica e mettendo ordine in un ambito frammentato tra competenze statali e regionali.

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“Il Piano Scuola Digitale incontra il Paese” : il 26 luglio a Roma

Orizzonte scuola - Ven, 21/07/2017 - 19:09

L’iniziativa, che si svolgerà alla presenza della Ministra, Valeria Fedeli, sarà l’occasione per fare il punto sui primi diciotto mesi del Piano Nazionale Scuola Digitale (PNSD) e per rilanciare le politiche per l’innovazione del sistema educativo.

La mattinata sarà animata dal confronto fra rappresentanti delle Istituzioni, del mondo accademico, di Regioni e Comuni e di imprese, che interverranno per rilanciare il proprio coinvolgimento verso il PNSD. L’appuntamento sarà anche l’occasione per aggregare gli stakeholder che, insieme alle scuole e al Ministero, hanno contribuito e stanno contribuendo a sostenere l’innovazione del sistema educativo.
Nel corso dell’evento saranno presentati alcuni dati preliminari dell’Osservatorio Scuola Digitale, per avere uno sguardo sullo stato di avanzamento dell’innovazione della scuola italiana.
La Ministra Valeria Fedeli indicherà le priorità per i prossimi anni, annunciando le nuove azioni del Piano Nazionale Scuola Digitale che il Miur metterà in campo a partire da settembre. Anche insieme ai partner istituzionali.

L’evento sarà l’occasione per avviare una più forte sinergia tra mondo della ricerca e innovazione del sistema educativo, in collaborazione con la CRUI, e rilanciare il patto con i territori: saranno annunciati nuovi accordi con Regioni e Città Metropolitane e presentate le migliori esperienze di innovazione della scuola sviluppate dai Comuni. La parte finale della mattinata sarà poi dedicata al confronto con imprese e società civile.

Interverranno Antonello Giacomelli, Sottosegretario di Stato al Ministero per lo Sviluppo Economico con Delega alle Telecomunicazioni, Diego Piacentini, Commissario Straordinario per l’Agenda Digitale, Presidenza del Consiglio, Gaetano Manfredi, Presidente della CRUI, Debora Serracchiani, Referente per l’Agenda Digitale per le Regioni, Elio Catania, Presidente di Confindustria Digitale, e Agostino Santoni, Presidente di Assinform.

Nel pomeriggio, a partire dalle 14.00, si svolgeranno alcuni tavoli tematici.

La chiusura dei lavori è prevista per le 18.00.

La giornata si potrà seguire in diretta sul sito www.miur.gov.it.

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NOIPA. Data di esigibilità dell’emissione speciale del 18 luglio

Orizzonte scuola - Ven, 21/07/2017 - 18:56
 Si ricorda che gli istituti di credito, come previsto dalla normativa SEPA, possono effettuare gli accreditamenti sui singoli conti correnti dalle 00.00 fino alle 24.00 del medesimo giorno.

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Salvini, mai più concorso come quello legato alla “Buona scuola”

Orizzonte scuola - Ven, 21/07/2017 - 18:32

E mai più concorsi come quello legato alla “Buona scuola”, che assegna posti a casaccio, senza collegamento con le esigenze dei singoli territori, per cui poi ci si ritrova vincitori di concorso senza cattedra”. Lo afferma il segretario della Lega Matteo Salvini parlando della protesta degli insegnanti vincitori di concorso.

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Invalsi: alunni anticipatari ottengono risultati inferiori ai compagni

Orizzonte scuola - Ven, 21/07/2017 - 17:55

L’istituto ha approfondito i risultati ottenuti nelle prove da parte dei cosiddetti anticipatari, ossia coloro i quali possono iscriversi alla classe prima della scuola primaria pur compiendo i sei anni entro il 30 aprile.

Dallo studio Invalsi si evince, come riporta Repubblica, che gli alunni suddetti hanno maggiori difficoltà di apprendimento rispetto a chi si è iscritto senza anticipo.

Il punteggio medio degli alunni anticipatari, scrive repubblica,  è inferiore di due punti rispetto ai compagni regolari: 198 contro 200. Una differenza che sale a 4 punti, sempre a favore degli alunni regolari, in quinta elementare. 

La predetta differenza di quattro punti si mantiene alla scuola secondaria di I grado e scende a un solo punto alla secondaria di II grado.

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Riforma tecnici e professionali, approvazione a breve dei decreti dopo lo stop del Giudice al taglio delle ore

Orizzonte scuola - Ven, 21/07/2017 - 17:44

I decreti di riordino dei suddetti istituti sono stati oggetto di un lungo contenzioso a causa dei tagli delle ore di laboratorio e di alcune discipline sia per le classi di vecchio che di nuovo ordinamento.

Il giudice non ha contestato i tagli ma ha chiesto i criteri in base ai quali erano stati effettuati.

I decreti, come riferito da Italia Oggi, dovrebbero essere approvati dal Consiglio dei Ministri in data odierna, con le opportune modifiche dettate dal Giudice.

Gli schemi di decreto, su cui hanno espresso il loro parare le competenti commissioni parlamentari e il Consiglio di Stato, riportano quanto chiesto dal Giudice, ossia i criteri che hanno portato alla riduzione del numero di ore costituenti i quadri orario dei due istituti.

Attendiamo la pubblicazione dei decreti per fornire ulteriori e più dettagliate informazioni in merito.

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Università, il 25 luglio la Ministra Fedeli incontra i rappresentanti della Crui

Orizzonte scuola - Ven, 21/07/2017 - 17:31

All’ordine del giorno, la programmazione degli interventi normativi più urgenti per il sistema universitario, le questioni finanziarie, le progressioni di carriera dei docenti, i temi del reclutamento, della semplificazione, della didattica e delle lauree professionalizzanti.

La riunione è stata convocata dalla Ministra negli scorsi giorni, a valle di un seminario tenutosi presso l’Università di Urbino al quale sono intervenuti il Presidente della CRUI Gaetano Manfredi e alcuni Rettori.

Roma, 21 luglio 2017

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Fedeli: docenti in cattedra dal 1° settembre. Anief: impossibile, 100 mila supplenze da assegnare

Orizzonte scuola - Ven, 21/07/2017 - 17:28

Tra poche settimane, subito dopo Ferragosto, l’eccessivo numero di posti lasciati in organico di fatto, l’ottuso blocco delle GaE e la mancanza di candidati nelle graduatorie di merito gonfieranno il già alto numero di supplenze annuali fino a quota 100mila. Producendo l’effetto mediatico opposto a quello avviato spavaldamente dalla titolare dell’Istruzione Valeria Fedeli che non si comprende su quali basi continui a parlare di inizio della fine della supplentite e di sicura copertura delle cattedre in tempi rapidi.

Della distanza abissale tra teoria e realtà parla con insistenza anche la stampa specializzata e non. Esemplare è quanto scrive stamane il quotidiano La Repubblica: quest’anno a settembre “si ripeterà l’eterna storia del precariato, con le giuste e sacrosante rivendicazioni di chi lavora per anni e pretende la stabilizzazione. Detto in parole povere è il fallimento evidente di chi con dilettantismo si è messo a scrivere prima la legge e poi i decreti delegati attuativi. Per la parte relativa a reclutamento e a organici del personale. Ma non pare che le cose vadano meglio per quanto riguarda altre materie, come l’integrazione per le persone con disabilità”. Tuttoscuola, invece, rilancia l’allarme, dell’Anief dei giorni scorsi, ricordando che mancano tanti docenti di Matematica e Scienze alle medie, dopo aver ribadito che molti posti di sostegno e di alcune classi di concorso potrebbero non essere coperti con nomine in ruolo.

“Le rassicurazioni della Ministra – incalza oggi Orizzonte Scuola – non convincono diversi addetti ai lavori. Riguardo alle cattedre di sostegno, ad esempio, è intervenuto Salvatore Nocera, avvocato specializzato nei temi dell’inclusione scolastica e membro della Fish, come apprendiamo da “redattoresociale.it”. Secondo Nocera le previsioni della Ministra sono troppo ottimistiche e si chiede come la Fedeli possa raggiungere l’obiettivo dichiarato. Secondo l’esponente della Fish, il regolare avvio dell’anno scolastico è possibile soltanto se vengono stabilizzati tutti i posti in organico di fatto e i posti in deroga, ai quali si dovrebbero aggiungere quelli creati in seguito alle sentenze dei tribunali, e se vengono assunti in ruolo tutti i docenti specializzati precari. La stabilizzazione dei posti, afferma infine Nocera, consentirebbe la tanto sbandierata continuità didattica”.

Il parere di Nocera è quello espresso dall’Anief in tempi non sospetti: “Spostare poco più di 15mila posti dall’organico di fatto a quello di diritto – ricorda Marcello Pacifico, presidente nazionale Anief e segretario confederale Cisal – è stato solo uno specchietto per le allodole. I posti da assegnare ai vincitori di concorso, a chi sta nelle GaE e alle immissioni in ruolo dovevano essere molti ma molti di più. Le cattedre di sostegno rappresentano al meglio questa politica dell’apparenza; perché qualche migliaio di assunzioni a tempo indeterminato non muteranno una situazione fatto di numeri sconfortanti: dai nostri calcoli, quest’anno si potrebbero sfiorare i 50mila contratti annuali, con scadenza 30 giugno 2018, di cui quasi 5mila solo in Sicilia”.

“Visto che il numero di alunni disabili è in aumento continuo e sensibile – continua Pacifico – per voltare pagina, servivano provvedimenti adeguati ed efficaci. Invece, a settembre ci ritroveremo con un posto su tre di sostegno ancora una volta in deroga, perché in questo modo lo Stato risparmia sui mesi estivi e mantiene il personale in stato di precarietà. Mandando all’ortiche, come dice giustamente la Fish, tutte le belle speranze sulla continuità didattica. A rendere la situazione ancora più pesante, ci si è messo il blocco delle GaE che solo noi abbiamo contrastato in tribunale”.

Ma secondo il sindacalista Anief-Cisal, anche sulle discipline ci saranno diversi problemi: “molte delle 52mila immissioni in ruolo andranno vacanti, proprio laddove le Graduatorie a esaurimento sono prive di candidati. E siccome il personale inserito nelle seconde fasce delle graduatorie d’istituto non può essere reclutato, viene da sé che anche quei posti andranno a supplenza annuale. Il deficit di assunzioni non risparmia il personale amministrativo, tecnico e ausiliario, le cui immissioni in ruolo sono congelate da anni. Per non parlare dei 1.900 posti da preside e 1.700 da Direttore dei servizi generali e amministrativi che andranno in reggenza, perché in attesa dei rispettivi concorsi che non arrivano mai. La conclusione di tutto questo processo incompiuto – dice con amarezza Pacifico – è che tanto è stato fatto, con la riforma Renzi sbandierata ai quattro venti come epocale e salvifica, per rimanere tutto così com’era prima”.

Anief, consapevole di quanto fosse caotica e difficile la situazione della copertura delle cattedre, comunica che nelle prossime settimane fornirà assistenza ai neo-immessi in ruolo durante convocazioni e anche ai precari interessati alla stipula di un contratto annuale: contatta la sede territoriale più vicina.

21 luglio 2017

Ufficio Stampa Anief

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Obbligo vaccini, lettera ASL alle famiglie: procedura semplificata in Piemonte

Orizzonte scuola - Ven, 21/07/2017 - 17:23

Obbligo Vaccini per iscriversi a scuola, decreto varato: max due alunni non vaccinati per classe. Si a vaccini monocomponenti

Qui trovi tutte le novità del decreto che introduce l’obbligo delle vaccinazione per l’iscrizione agli asili nido e alla scuola dell’infanzia (0-6 anni) e multe per i genitori che non vaccinano i figli da 6 a 16 anni, frequentanti le scuole primarie, secondarie di I grado e il I e il II anno delle superiori.

Il decreto, com’è noto, investe le scuole di nuove incombenze, ossia il controllo degli alunni vaccinati e l’eventuale comunicazione all’ASL.

La regione Piemonte, in previsione dell’entrata in vigore del decreto che prevede per il prossimo anno scolastico la presentazione, entro il 10 settembre, dell’attestazione dell’avvenuta vaccinazione (o autocertificazione) o la presentazione della prenotazione all’ASL per l’effettuazione della medesima, ha previsto un procedimento semplificato per facilitare il lavoro delle scuole e delle famiglie.

Come apprendiamo dall’Ansa, infatti, le famiglie, che non hanno vaccinato i figli, riceveranno una lettera dalle ASL con la prenotazione della vaccinazione. Tale lettera-prenotazione andrà presentata a scuola entro il 10 settembre, come attestazione della volontà di procedere con i vaccini. Per le famiglie in regola sarà sufficiente presentare una autocertificazione.

“Questa la strada scelta dalla Regione Piemonte “per semplificare il più possibile – sottolineano gli assessori alla Sanità e all’Istruzione, Antonio Saitta e Gianna Pentenero – le procedure per le famiglie e le scuole per l’applicazione dell’obbligatorietà vaccinale entro l’inizio del nuovo anno scolastico”.

Vaccini. Tutto quello che c’è da sapere sul testo passato al Senato

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